Mastoplastica additiva, mastoplastica riduttiva e mastopessi gli interventi per cambiare la forma e il volume del seno.

A cura di Dott. Luigi Lapalorcia Chirurgo plastico

Mi è stato recentemente chiesto di fare chiarezza sulla possibilità di sottoporsi all'intervento di mastoplastica additiva in estate piuttosto che nella stagione invernale.

La risposta a questa domanda è la seguente: non esiste un periodo migliore in relazione alle condizioni climatiche, perché anche in paesi di tipo tropicale, che non hanno una stagionalità come in Europa, si eseguono quotidianamente interventi di body work per scolpire e rimodellare il corpo.

Quello che a mio avviso è importante è avere un periodo in cui poter affrontare una convalescenza di almeno 2-3 settimane, per consentire all'organismo una riparazione completa delle ferite ed una prima stabilizzazione delle cicatrici e dei tessuti in profondità.

Occorre però fare chiarezza su alcune fasi importanti nel processo che va dalla scelta del chirurgo al risultato da aspettarsi, fino alla convalescenza completa e al risultato desiderato. Affrontiamoli per punti.

1. Scelta del Chirurgo

Quando parliamo di chirurgia è sempre bene rivolgersi a specialisti in chirurgia plastica, verificando le credenziali professionali presso l'Ordine dei Medici provinciali ed eventualmente presso le associazioni di categoria come:

  • ISAPS – International Society of Aesthetic Plastic Surgery
  • AICPE – Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica
  • SICPRE – Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
  • ASPS – American Society of Plastic Surgeons

Oggi si vedono tanti risultati sui social: si cerca di entrare in sintonia con una persona che ci ispira fiducia e che deve accompagnarci in un'esperienza importante, capace di cambiare in meglio la qualità della nostra vita.

Purtroppo, anche in mani esperte, è possibile che si verifichino complicanze minori o maggiori. L'importante è fare una diagnosi precoce e saperle affrontare.

2. Il Risultato

Il seno è un organo centrale nella vita quotidiana e nell'estetica del corpo femminile. Occorre valutare lo stato di partenza e la corporatura della paziente, rendendosi conto anche di un eventuale eccesso di pelle che renda necessaria una mastopessi (sollevamento del seno e riduzione della pelle).

Nella scelta della protesi mammaria trovo fondamentale una valutazione clinica ed ecografica della ghiandola mammaria, che deve coprire il più possibile l'impianto mammario.

Le protesi di ultima generazione sono composte da un silicone coesivo che si incorpora bene nei tessuti, ma spesso occorre fornire una copertura maggiore utilizzando:

  • il tessuto adiposo (mastoplastica additiva composita);
  • il muscolo pettorale (mastoplastica additiva dual plane).

Ognuno di questi interventi può essere condotto e portato a termine con modalità SOFT, SMART o FAST TRACK: diciture accattivanti per proporre con intelligenza un intervento che porta con sé alcuni rischi. Per questo il chirurgo, ma anche il paziente, devono avere buon senso e trovare alcuni punti d'incontro su variabili come:

  • dimensione delle protesi;
  • struttura sanitaria dove eseguire l'intervento;
  • posizionamento della protesi;
  • esecuzione nel contesto di un intervento combinato;
  • pianificazione di future gravidanze o allattamenti;
  • peso, forma fisica e mentale stabile.

Un discorso a parte sulla simmetria

Nel corpo umano gli organi simmetrici non sono mai identici (mani, piedi, occhi, palpebre, spalle, braccia). Piccole differenze andranno considerate fisiologiche, mentre differenze maggiori, ptosi e divergenza dei complessi areola-capezzolo andranno individuate e corrette (ahimè con interventi accessori e quindi con cicatrici accessorie).

3. La Convalescenza

Una volta eseguito l'intervento, fatta la prima visita di controllo e visto il risultato iniziale, può capitare di essere sorpresi, entusiasti o preoccupati. È normale: l'intervento è andato bene, non si sono verificati problemi, ma ci vuole ancora un po' di pazienza.

La manipolazione chirurgica dei tessuti determina:

  • edema (gonfiore);
  • un minimo sanguinamento, anche controllato, che può determinare ecchimosi;
  • un minimo di risentimento nella zona donatrice, se è stato eseguito un intervento con manipolazione di tessuto adiposo, dove di fatto è stata praticata una piccola liposuzione.

Ci vorrà ancora qualche settimana e sarà necessario indossare gli indumenti contenitivi prescritti per il tempo necessario (circa 1 mese).