Mastoplastica additiva: la guida al posizionamento delle protesi

A cura di Dott. Ferdinando Rossano - Chirurgo Plastico

Mano con guanto verde tiene una protesi mammaria rotonda

Una delle decisioni più importanti nel percorso di una mastoplastica additiva è la scelta del posizionamento delle protesi. Queste possono essere inserite sopra il muscolo pettorale (posizione sottoghiandolare) o sotto di esso (posizione sottomuscolare). A queste si aggiungono tecniche più evolute come la Dual Plane.

Non esiste una scelta migliore in assoluto: la soluzione ideale dipende dall'anatomia della paziente, dalla qualità dei tessuti e dal risultato desiderato. Solo un'attenta visita specialistica può determinare quale sia la tecnica più appropriata. Analizziamo i vantaggi e gli svantaggi di ciascun approccio.

Le principali tecniche di posizionamento

Per capire le differenze, immaginiamo la struttura del seno: sotto la cute si trovano la ghiandola mammaria e il tessuto adiposo, che poggiano direttamente sul muscolo grande pettorale.

1. Posizionamento sottoghiandolare (sopra il muscolo)

In questa tecnica, il chirurgo crea una tasca per la protesi separando la ghiandola mammaria dal piano muscolare. L'impianto viene quindi alloggiato direttamente dietro la ghiandola.

  • Vantaggi:
    • Offre un ottimo controllo sulla forma del seno.
    • La forma della mammella non subisce variazioni durante la contrazione del muscolo pettorale.
    • Il decorso post-operatorio è generalmente più rapido.
  • Svantaggi:
    • C'è un rischio maggiore che i bordi della protesi siano visibili o palpabili, specialmente in pazienti con pelle sottile o che desiderano protesi grandi (effetto "step-off").
    • Un'eventuale contrattura capsulare risulta più evidente.
    • Alcuni studi suggeriscono una possibile maggiore incidenza di contrattura capsulare.

2. Posizionamento sottomuscolare (sotto il muscolo)

In questo caso, il chirurgo crea la tasca al di sotto del muscolo grande pettorale, dove verrà alloggiata la protesi. L'impianto si trova quindi in un piano più profondo, coperto sia dalla ghiandola che dal muscolo.

  • Vantaggi:
    • Il rischio di visibilità o palpabilità dei margini della protesi è molto ridotto.
    • È la tecnica raccomandata per pazienti con pelle e tessuti molto sottili.
    • La copertura muscolare rende meno visibile un'eventuale contrattura capsulare.
    • Si ritiene che possa avere una minore incidenza di contrattura capsulare.
  • Svantaggi:
    • Il decorso post-operatorio è leggermente più lungo e potenzialmente più fastidioso.

3. La tecnica Dual Plane: un approccio combinato

Considerata un'evoluzione delle tecniche precedenti, la Dual Plane è una procedura più complessa che combina i due piani. La parte superiore della protesi viene posizionata sotto il muscolo pettorale, mentre la parte inferiore è a contatto con la ghiandola.

Questo approccio ibrido garantisce un'ottima copertura della protesi nel polo superiore del seno (dove la pelle è più sottile e il rischio di palpabilità è maggiore) e, allo stesso tempo, permette un movimento più naturale della mammella e un leggero effetto di sollevamento, utile in caso di ptosi mammaria lieve. Esistono diverse varianti di questa tecnica (tipo I, II e III), scelte dal chirurgo in base al grado di cedimento del seno.

Come scegliere? La visita specialistica è fondamentale

La decisione finale sul posizionamento delle protesi è un momento cruciale che richiede l'esperienza di un chirurgo plastico. Sarà lui, dopo un'accurata valutazione della vostra anatomia e delle vostre aspettative, a indicarvi la strada più sicura e corretta per ottenere un risultato armonioso e naturale.

Articolo basato sui contenuti forniti dal Dott. Ferdinando Rossano.