Radiofrequenza frazionata e fili in pdo: una sinergia per ringiovanire la pelle
La ricerca di risultati sempre più naturali ed efficaci nel ringiovanimento cutaneo porta oggi a combinare diverse tecnologie. Una delle sinergie più potenti è quella tra la radiofrequenza frazionata e i fili in PDO, un approccio che permette di ottenere un miglioramento significativo della cute senza essere invasivo.
La radiofrequenza frazionata: un'azione rigenerante
Questa tecnica innovativa utilizza il calore per creare dei micro-danni controllati sulla superficie della pelle. Questa azione mirata innesca una potente risposta biologica, stimolando i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina. I suoi benefici non si limitano a un effetto di resurfacing del viso, ma si estendono al trattamento di:
- Discromie e macchie cutanee
- Smagliature
I fili in pdo: sostegno e biostimolazione
I fili in PDO sono dispositivi medici riassorbibili e sicuri, che vengono inseriti nel sottocute per sostenere e biostimolare i tessuti. Ne esistono di diverse tipologie, a seconda dell'obiettivo:
- Fili semplici (mono): per un'azione biostimolante di base.
- Fili a vite (Screw): per un duplice effetto liftante e leggermente riempitivo.
- Fili di trazione (Cog): i più potenti, indicati per pelli mature con cedimenti evidenti.
Possono essere utilizzati con successo non solo su viso, collo e décolleté, ma anche su aree del corpo come glutei, interno coscia e braccia.
La sinergia vincente: perché abbinare i due trattamenti?
L'abbinamento di queste due metodiche porta a risultati superiori. La mia esperienza ha mostrato che la radiofrequenza frazionata, eseguita in sinergia, non solo migliora l'effetto finale ma sembra anche prolungare la durata dei fili in PDO.
Un protocollo efficace prevede l'inserimento dei fili in PDO associato a un ciclo di 3-5 sedute di radiofrequenza frazionata ogni 10 giorni. Il risultato finale è un miglioramento importante della cute, paragonabile a quello di un laser frazionato, ma ottenuto con un approccio non invasivo.