Rinoplastica - Parte 1

La rinoplastica è la procedura che si effettua per modificare l’aspetto estetico del naso. Nel caso in cui ci fosse la necessità di correggere anche difetti funzionali o deviazione del naso (cattiva respirazione e/o ipertrofia dei turbinati) si interverrà con una rinosettoplastica. Il naso è una parte importantissima nel volto di un paziente poiché si trova al centro del viso e sporge da esso, attirando particolare attenzione. Inoltre, il naso, pur essendo relativamente piccolo, è composto da più parti (radice, dorso e punta) che devono essere in armonia tra loro e con il resto del volto. Al fine di garantire un risultato naturale ed equilibrato è molto importante valutare, insieme al paziente, tutte le componenti della piramide nasale e come modificarle. La rinoplastica, come anche la rinosettoplastica, viene effettuata in anestesia generale ed ha una durata che va dai 60 ai 90 minuti generalmente in regime di day-surgery. Le tecniche chirurgiche sono svariate, ma si possono raggruppare in due grandi famiglie: la rinoplastica chiusa (tanto cara ai chirurghi italiani) e la rinoplastica aperta (che io prediligo e che è più comune a livello mondiale). La differenza tra rinoplastica aperta e chiusa consiste, per il paziente, nel taglietto che si aggiunge a livello della columella (“sotto” il naso) che in ogni caso è poco o per nulla visibile dopo 2-3 settimane; per il chirurgo, invece, ci sono delle differenze sostanziali. Tramite l’utilizzo di innesti cartilaginei e punti di sutura si può dare al paziente un risultato migliore, più naturale, più prevedibile e più stabile nel tempo riducendo il rischio di “caduta” della punta (dopo 1 anno), problemi respiratori, naso troppo sottile e lungo (pinzato) o di “naso rifatto" (i nasi “rifatti” non si vedono quando sono fatti bene).

Dott. Andrea Giannitrapani (Roma e Londra)

Articolo del 01/12/2017

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