Microbotox: il futuro del Botox

Finalmente qualcosa di nuovo! Negli ultimi anni, prescrizioni e protocolli estetici inerenti alla tossina botulinica sono rimasti immutati. Oggi, la tossina botulinica entra in una nuova fase della sua storia: il Microbotox. La sostanza resta immutata, a cambiare è il suo dosaggio che prevede quantità davvero minime, L’obiettivo (raggiunto) sarà contrastare alcuni fastidiosi inestetismi: acne, pori dilatati, texture spenta e poco luminosa della pelle. La metodica è molto semplice e indolore: una volta marcata e disinfettata la zona da trattare (viso– in particolare fronte, guance e zona perioculare – collo e décolleté), lo specialista inocula la tossina botulinica con “punturine” a distanza di circa un centimetro l’una dall’altra grazie a un ago sottilissimo, lungo solo 4 millimetri, creando una sorta di “tappetino” sul viso. In tal modo la sostanza agisce non a livello del piano muscolare (come descritto nei precedenti interventi), ma molto più superficialmente a livello dermico, provocando un’energica stimolazione dei fibroblasti, cellule responsabili della sintesi di collagene ed elastina. La pelle si distende e si ridensifica, la carnagione si illumina, si ridisegna la linea mandibolare, con un’attenuazione delle bande verticali e delle rughe orizzontali del collo. Anche le ghiandole sebacee e sudoripare, presenti a livello cutaneo, beneficiano di questa azione con la riduzione di acne e pori dilatati. Nessun effetto collaterale: solo un leggero rossore che scompare nel giro di qualche ora, mentre i primi risultati si notano dopo 2-3 giorni.

Articolo del 06/04/2018

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